Il ricordo di Primo Levi

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La nota dell'ANED Firenze a trent'anni dalla sua scomparsa.

L'amministrazione condivide il ricordo di Primo Levi con l'Associazione Nazionale Ex Deportanti- sezione di Firenze


La vita e la morte di Primo Levi restano per noi un grande monito. Così l'Aned provinciale di Firenze ricorda la scomparsa dell'autore di "Se questo è un uomo", accaduta trent'anni fa. La deportazione ad Auschwitz, le enormi difficoltà - dopo la liberazione - di riuscire a raccontare al mondo la sua storia, la sua stessa morte, rappresentano tre grandi passaggi che oggi ci parlano ancora più di ieri.

Ricordiamo con la stessa emozione di trent'anni fa questa straordinaria figura del '900 italiano ed europeo. Levi venne arrestato il 13 dicembre del 1943, trasportato a Fossoli e poi ad Auschwitz. La sua storia, la storia della deportazione, della permanenza nel campo di sterminio e del ritorno a casa sono state raccontate nei suoi libri. Così come ha mirabilmente raccontato del suo lavoro di chimico, e di scrittore. Ma prima di riuscire a farlo pienamente, Levi si scontrò con una voglia di rimozione che costrinse il suo primo romanzo ad uscire molto dopo la sua ultimazione, con una casa editrice minore e poche copie vendute. Una storia che fa venire i brividi, a pensare al successo ed alla straordinaria divulgazione avuta da "Se questo è un uomo" successivamente. Ed infine quello che è stato definito il "mistero" del suicidio di Primo Levi, appunto l'11 aprile del 1987 nella sua Torino, in corso re Umberto 75. Non sapremo mai la verità o le motivazioni. Sappiamo di sicuro che Primo Levi - dopo le rimozioni del dopo guerra - trascorse gli ultimi anni della sua vita durante l'avvento di fenomeni come il "negazionismo". Rimozione e negazionismo. Due giganteschi mali del nostro tempo. Forse Primo Levi poteva sopravvivere ad Auschwitz ed alla fine, non a queste due malattie.

Ecco il monito che oggi Levi - a trent'anni dalla sua morte - ci lascia immutato.

La storia di Primo Levi è fittamente intrecciata con la storia della nostra città, la storia di Firenze. Levi torna ad Auschwitz grazie ad un viaggio organizzato dalla allora Provincia di Firenze. Uno dei primi "viaggi della memoria" organizzati dalla Provincia per gli studenti. A testimonianza del ruolo svolto in questi decenni dalla Toscana e da Firenze. Per tornare ad Auschwitz, Levi riparte da Firenze. Così come è sua l'ideazione di quel complesso memoriale degli italiani ad Auschwitz che da poco è stato smontato dalla sua sede storica - nel campo nazista in Polonia - ed è stato trasportato a Firenze. Nella sede della Ex3, quartiere di Gavinana, il memoriale sarà ricostruito e diventerà presto il perno della "Casa della Memoria", che farà di Firenze la capitale italiana della memoria della deportazione e dello sterminio.

Primo Levi è stato un autore straordinario e prolifico, addirittura oltre quel capolavoro che è "Se questo è un uomo". Per questo invitiamo gli insegnanti e tutti coloro che hanno un ruolo nella formazione dei nostri ragazzi, a proporre e riscoprire l'opera letteraria di Levi, che in ogni pagina, racconta con concretezza cosa significa spogliare l'essere umano dalla sua dignità. Ieri, come oggi.
A trent'anni dalla scomparsa, ci piace ricordarlo con un video realizzato nel 1982 in occasione del suo ritorno ad Auschwitz.

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Ultimo aggiornamento: Mar, 11/04/2017 - 10:25