
Descrizione
La Chiesa di San Pietro a Casi sorge sulla cresta di una collina, a 378 metri di altitudine, sulla sinistra del torrente Rufina. L'antico borgo occupava un importante punto di passaggio del territorio e apparteneva ai nobili signori di Quona. Anche il toponimo conserva un'origine molto antica e deriva dal latino Casianula praedia, termine che indicava un possedimento agricolo o un fondo rurale.
La comunità di Casi è documentata già nel 1260 nel Libro di Montaperti, una delle più importanti fonti storiche sulla Toscana medievale. Sul portale della chiesa è incisa la data 1204, che secondo la tradizione e le fonti locali rappresenta l'anno della sua fondazione. Nel XII secolo il diritto di patronato apparteneva al nobile Ranieri dei Cattani da Diacceto, che con un atto pubblico del 23 febbraio 1207 donò tale diritto al Priore del Sacro Eremo di Camaldoli, importante centro religioso dell'Appennino toscano.
La chiesa compare anche nei registri vaticani del 1299 e del 1301, quando apparteneva al piviere di Castiglioni. Nel 1648 la chiesa di San Salvatore a Licciolo fu unita a quella di Casi, ampliando la giurisdizione della parrocchia fino al fiume Sieve. Ancora nel Settecento il territorio risultava scarsamente abitato: le carte del Paganelli del 1774 ricordano infatti soltanto il piccolo borgo "Dietro Sieve" e poche altre abitazioni sparse.
L'aspetto odierno dell'edificio è dovuto al completo restauro realizzato nel 1935 dal parroco Don Angelo Bonci, che rinnovò il pavimento, la copertura con capriate lignee a vista, le finestre, gli altari laterali e il presbiterio. Furono inoltre realizzati il nuovo altare in pietra, il fonte battesimale e la volta decorata con i simboli dei quattro Evangelisti.
Sulla facciata è ancora visibile un elegante graffito raffigurante Maria con Gesù Bambino, uno degli elementi artistici più caratteristici della chiesa.
Modalità di accesso
Accessibile a tutti.
