
Descrizione
Turicchi è uno dei borghi storici più antichi del territorio di Rufina e conserva ancora oggi il fascino di un piccolo insediamento rurale sviluppatosi intorno alla chiesa di San Pietro Apostolo, cuore religioso e civile della comunità per oltre mille anni. Situato a circa 360 metri sul livello del mare, lungo le pendici che si affacciano sulla valle della Sieve, il paese occupa una posizione strategica tra il torrente Moscia e l'antica direttrice che collegava Firenze con la Romagna.
Le origini di Turicchi sono molto antiche. Il suo nome deriva probabilmente dal latino turris, "torre", a indicare la presenza di una struttura fortificata o di un edificio di controllo del territorio. La località è documentata già agli inizi del XII secolo, quando compare nella bolla di papa Pasquale II del 1102 (1103 secondo alcune fonti), che conferma ai vescovi di Fiesole il possesso del castello e della corte di Turicchi insieme ad altri importanti centri della valle della Sieve. Successive bolle pontificie del XII secolo ribadirono questi diritti, mentre la chiesa di San Pietro è ricordata nei Decimari Vaticani fin dal 1276.
Per molti secoli Turicchi fu il centro di una vera e propria contea vescovile. Anche dopo il trasferimento della sede dei vescovi da Fiesole a Firenze nel 1228, essi conservarono infatti il dominio feudale su questo territorio, esercitando funzioni amministrative, giudiziarie e fiscali attraverso un proprio viceconte residente nel cosiddetto Palazzo, un edificio di notevoli dimensioni situato nella località Pianetto, poco al di sotto dell'attuale borgo. Intorno a questo centro amministrativo sorse anche il piccolo abitato della Contea, toponimo ancora oggi presente nel territorio comunale.
Nel 1398 gli abitanti decisero di porsi sotto la protezione della Repubblica Fiorentina mediante un atto di accomandigia, pur continuando a riconoscere i diritti feudali del vescovo di Fiesole.
La chiesa di San Pietro Apostolo rappresentò per secoli il centro della vita religiosa e sociale del borgo. L'edificio, a navata unica con campanile quadrato, custodiva numerosi beni e possedimenti fondiari, tanto che nel 1460 il vescovo Leonardo Salutati ne ordinò un dettagliato censimento. Nel corso del Cinquecento la chiesa venne unita alla mensa vescovile di Fiesole, affinché i redditi dei suoi beni contribuissero al sostentamento della diocesi.
Una preziosa testimonianza dello stato dell'edificio proviene dalla visita pastorale del vescovo Pietro Camajani del 29 maggio 1565, pochi anni dopo il Concilio di Trento. Il presule trovò la chiesa in condizioni complessivamente buone, prescrivendo soltanto alcuni lavori di manutenzione al tetto, la realizzazione di un nuovo ciborio per custodire l'Eucaristia e una più attenta amministrazione delle rendite destinate alla conservazione dell'edificio. Lo stesso Camajani dispose che il parroco si dedicasse esclusivamente alla comunità di Turicchi, ritenuta allora molto più popolosa delle altre parrocchie affidategli.
Tra XVI e XVII secolo la vita religiosa del paese si arricchì con la fondazione della Compagnia del Santissimo Sacramento, intitolata alla Visitazione di Maria. La confraternita, soppressa durante le riforme leopoldine nel 1785 e ricostituita nel 1804, svolse un ruolo importante nell'assistenza religiosa e nella partecipazione della popolazione alla vita della chiesa. Nel tempo furono inoltre istituiti la Via Crucis, il cimitero parrocchiale e, nel 1914, il fonte battesimale.
L'importanza di Turicchi è confermata anche dai suoi Statuti, approvati nel 1455 dal vescovo Leonardo Salutati e rimasti in vigore fino al 1775, quando la contea venne definitivamente soppressa. Si trattava di un articolato corpo normativo che regolava la vita civile, penale e amministrativa della comunità: disciplinava l'elezione degli ufficiali locali, l'amministrazione della giustizia, la tutela delle coltivazioni, la manutenzione delle strade, i rapporti tra vicini, la gestione dei pascoli, il pagamento dei tributi e persino il divieto del gioco d'azzardo. Gli Statuti offrono oggi uno straordinario spaccato della vita quotidiana di una piccola comunità rurale della Toscana medievale e moderna.
Nel corso dei secoli la popolazione conobbe un notevole sviluppo, raggiungendo oltre cinquecento abitanti nel Settecento, per poi diminuire progressivamente durante il Novecento, seguendo il fenomeno dello spopolamento delle campagne. Nel 1922 il Comune di Rufina promosse l'istituzione di una scuola nel paese e nel 1964 realizzò un nuovo edificio prefabbricato destinato alla scuola elementare, testimonianza della volontà di mantenere vivi i servizi per la comunità.
Oggi Turicchi conserva il carattere raccolto di un piccolo borgo collinare immerso nel paesaggio della valle della Sieve. La chiesa di San Pietro continua a rappresentarne il principale punto di riferimento storico e religioso, mentre la memoria dell'antica contea sopravvive nei luoghi, nei documenti e nella toponomastica locale, raccontando una storia millenaria strettamente intrecciata con quella dei vescovi di Fiesole e del territorio di Rufina
Luoghi collegati
Chiesa di San Pietro a Turicchi
Località Turicchi, 80 - 50068 Rufina
Modalità di accesso
Accessibile a tutti
